Ambulanza in ritardo di 45 minuti: muore 44enne madre di due figli, a 300 metri dall’ospedale

Morire a soli trecento metri dall’ospedale più vicino, in attesa di un’ambulanza fornita di defibrillatore che non arriva, a soli 44 anni. Una sorte davvero beffarda quella toccata a Silvia Coscia, 44enne di Eboli, che martedì scorso ha perso la vita all’interno di uno studio medico, a soli 300 metri dell’ospedale. La donna è stata colta da infarto mentre si trovava in uno studio medico. Nel frattempo, l’ambulanza è stata attesa per circa 45 minuti: un ritardo enorme, che avrebbe potuto ben fare la differenza fra la vita e la morte.

ambulanza

La denuncia del grande ritardo dell’ambulanza arriva dal cognato della vittima, sindacalista, Rolando Scotillo. Dopo 45 minuti, il mezzo arrivato ‘era un’ambulanza di tipo B, del tutto inadatta, visto che mia cognata aveva urgente bisogno di un rianimatore’. “Abbiamo tentato in tutti i modi di rianimare mia cognata” ha detto Scotillo.

‘In una nota criticammo la rete di emergenza territoriale. Avevamo anticipato che sarebbe successo qualcosa. La tragedia che è capitata alla famiglia di mia cognata vorrei non succedesse più’ prosegue Scotillo. La donna, 44 anni, lascia le figlie di 14 e di 12 anni. Scotillo ha deciso di scrivere una lettera al Ministro della salute per denunciare che “il regolamento vigente prevede l’intervento dell’ambulanza nel centro urbano entro otto minuti. Da noi ha impiegato tre quarti d’ora”.

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