Referendum Lavoro: approvati due quesiti su tre, si andrà al voto. Ecco quando

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La Corte Costituzionale con la sentenza odierna ha deciso di approvare due dei tre quesiti referendari proposti dalla CGIL per modificare il Jobs Act renziano. Quello bocciato, però, è anche quello con maggiore peso: si trattava del quesito volto ad abrogare le modifiche apportate dalla legge all’Articolo 18.

Una decisione che scontenta sia il sindacato che i tre milioni di cittadini che avevano firmato la sua iniziativa. Il quesito bocciato, infatti, riguardava proprio le modifiche apportate dalla legge del Governo Renzi all’articolo 18 e rappresentava dunque il cuore della proposta referendaria, mentre gli altri due (il primo legato all’abolizione dei Voucher come forma di pagamento ed il secondo legato per una maggiore tutela di lavoratrici e lavoratori esternalizzati) riguardavano modifiche apportate da precedenti leggi.

Il referendum in questione si dovrà tenere tra il 15 aprile ed il 15 giugno ed è di tipo abrogativo: ciò significa che, a differenza del referendum costituzionale del 4 dicembre, perché la votazione risulti valida bisogna raggiungere il quorum (una percentuale del 50% + 1 uno degli aventi diritto al voto). I seguenti referendum, però, potrebbero non avere luogo se il governo in carica avrà provveduto nel frattempo a modificare le leggi contestate o sospesi temporaneamente nel caso in cui si proceda alle elezioni anticipate.

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