Usa, nuova tegola per Donald: “In Russia accettò favori sessuali e business agevolati”

Secondo il presidente eletto degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, quelle venute a galla in queste ultime ore donald-trump-grow-up

altro non sono se non “fake news”, notizie bufala insomma, inventate all’uopo per mettere in moto nei suoi confronti l’ennesima caccia alle streghe.

Eppure il rapporto dei servizi segreti britannici riguardante le relazioni ufficiose esistenti tra “The Donald” e gli apparati statali russi è già finito al vaglio degli 007 americani. Sia Obama che Trump sono stati messi al corrente delle indagini avviate dal Pentagono in merito a quanto sostenuto dagli autori di questo documento. 35 pagine imbarazzanti, che parlano di favori economici, politici e finanche sessuali che i russi avrebbero messo a disposizione del tycoon al fine di garantirsene la vicinanza. Secondo il rapporto, ad esempio, il Cremlino avrebbe tentato di favorire alcuni business nel campo dell’edilizia a San Pietroburgo e a Mosca, favori che il magnate avrebbe in realtà rifiutato. Non aveva rifiutato però alcuni favori di natura sessuale, come quando affittò la stanza d’albergo usata dagli Obama a San Pietroburgo solo per farci urinare dentro da alcune prostitute.

Si parla anche di ruoli delicatissimi avuti dagli uomini del suo entourage con il Cremlino. Carter Page, ad esempio, si sarebbe recato a Mosca nello scorso luglio in qualità di consigliere personale di Trump, e sarebbe diventato l’uomo di riferimento per l’operazione di supporto logistico che i russi, per mezzo del portavoce del presidente Putin, Peskov, avrebbero messo in piedi al fine di favorire il repubblicano nella corsa alle presidenziali. Quando tutto ciò era stato denunciato, il ruolo di Page sarebbe passato nelle mani di Michael Cohen, l’avvocato di Trump. Cohen, sempre secondo il dossier, si sarebbe recato a Praga per incontrare degli interlocutori russi importanti. Anche altri uomini legati al presidente eletto, sarebbero finiti nelle pagine di questo documento, il quale rischia di essere una bomba ad orologeria sull’avvio del prossimo mandato presidenziale.

Intanto, come di consueto, Trump ha risposto alle nuove accuse con un immancabile messaggio via Twitter. Tutto falso, secondo il suo giudizio, tutta spazzatura mediatica creata ad hoc per infangarlo. Intanto, stamattina è in programma la prima conferenza stampa post-elezioni, e chissà se il presidente eletto non troverà il tempo, e la voglia, di affrontare anche quest’ennesima polemica nei suoi confronti.

Giuseppe Caretta

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