15enne suicida a Lavagna, la madre: “Chiamai io la GdF, volevo salvarlo”

Spunta un nuovo retroscena nella vicenda del 15enne che si è suicidato a Lavagna, durante la perquisizione della Guardia di Finanza perché l’avevano trovato con dieci grammi di hashish. La madre ha raccontato di aver chiamato lei stessa la Guardia di Finanza a casa. Voleva spaventare il figlio, che da mesi utilizzava droga e non andava bene a scuola. Aveva cercato in tutti i modi di dissuaderlo, con le buone e con le cattive, facendogli saltare il calcio per punizione.

La mamma, era venuta da noi in caserma, alle 10,30, perché non sapeva più cosa fare. Aveva provato tante volte a cercare di convincerlo a smettere ma non sapeva più come fare, così abbiamo organizzato il servizio” ha detto il comandante provinciale della GdF, Renzo Nisi. “Un pensiero particolare va alla Guardia di Finanza che ha saputo ascoltare l’urlo di dolore di una madre che non voleva che il figlio si perdesse nella dipendenza” aveva detto la mamma al funerale.

Parlando ai compagni di classe e calcio di suo figlio aveva detto: “Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi”. A suo figlio Giovanni, la donna ha chiesto scusa. “Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano”.

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