Roma, il padre di Matteo Renzi è indagato per traffico di influenze illecite

La longa manus della Procura di Roma sull’inchiesta sugli appalti della Consip arriva a ghermire anche il padre dell’ex presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi. Tiziano Renzi viene convocato per un colloquio nel quale dovrà chiarire diversi aspetti che emergono dalle intercettazioni a suo carico: ad esempio, le trattative per aggiudicarsi la commessa della Consip e soprattutto l’affaire Facility Management, una gara che da sola valeva 2.7 miliardi di euro e che risale al 2014.

L’indagine è stata aperta a Napoli e passata a Roma per competenza territoriale. A Tiziano Renzi viene contestato il reato di influenze illecite, inserito nel codice penale italiano nel 2012 all’articolo 346-bis. Secondo Federico Bagattini, avvocato di Renzi senior, ‘il fatto è incomprensibile, nell’atto è riportato solo il numero della norma violata. Prenderemo contatto con il pm per capire quali sarebbero i fatti contestati’. In realtà è una prassi normale quella di inserire solamente la norma violata nell’invito a comparire.

“Ho ricevuto questa mattina un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza ‘il traffico di influenza’. Ammetto la mia ignoranza ma prima di stamattina neanche conoscevo l’esistenza di questo reato che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati” è stato il commento di Tiziano Renzi. Non è mancato neanche il commento del figlio, Matteo Renzi: “Mio padre è già passato da una vicenda analoga tre anni fa. Dopo venti mesi è stato archiviato. Spero che finisca nello stesso modo per questa indagine sul traffico di influenze”.

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