Ungheria, sindaco mette al bando gay e musulmani: “Siamo europei e cristiani”

“Siamo tutti bianchi, europei, cristiani. Vogliamo mantenere queste tradizioni”. Questa frase, che ricorda molto da

vicino quella che il leghista Mario Borghezio è andato sciorinando a destra e a manca negli ultimi anni, è in realtà il succo più esemplificativo della nuova norma ‘anti-musulmani’ varata dal sindaco di una piccola città ungherese.

Ad Asotthalom, infatti, proprio a pochi chilometri dal confine fra l’Ungheria e la Serbia, il primo cittadino ha fatto passare una serie di leggi contro la residenza in loco dei musulmani, ma non solo. Nelle sue ultime proposte sono state inserite anche leggi che discriminano, o per lo meno puniscono severamente, esternazioni d’amore omosessuali. Laszlo Toroczkai, questo il nome del sindaco, fa parte di un partito politico di estrema destra chiamato Jobbik, una frangia ultra conservatrice con la quale sta dovendo confrontarsi, con non pochi problemi, anche il premier Viktor Orbàn, non certo moderato nelle sue posizioni. Niente vestiti islamici, dunque. Nel ridente paesino ungherese è vietato ai muezzin lanciare appelli alla preghiera, così come è vietato costruire moschee. Non è importante che i musulmani residenti nel paese siano appena due, l’importante è stabilire un principio invalicabile che deve essere sottolineato: ” “Vediamo che esistono in Europa occidentale vaste comunità di musulmani che si sono mostrate incapaci di integrarsi, e non vogliamo vivere la stessa esperienza qui… Vorrei che l’Europa appartenga agli europei, l’Asia agli asiatici e l’Africa agli africani”, ha sentenziato il primo cittadino durante un’intervista alla Bbc.

Ma il senso più profondo di queste misure, forse, si coglie lontano dalle roboanti dichiarazioni dei politici. Si coglie nelle parole della gente, spaventata dalle masse di migranti transitate attraverso il confine sud del Paese, strette fra le maglie del filo spinato: “Avevamo paura delle masse di migranti che camminavano attraverso la nostra cittadina, ho passato lungo tempo chiusa a casa da sola con i miei figli, avevo paura.”

G.c.

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