Salute, ritorno del morbillo. L’allarme: “Senza vaccino indietro di 40 anni”

Non si può forse parlare di una vera e propria epidemia, ma il 2017 si è aperto con un inquietante dato sanitario: nei

primi 3 mesi dell’anno si è assistito ad un incremento dei casi di morbillo pari al 230% rispetto allo stesso periodo
del 2016.

Questo l’allarme lanciato dal ministero della Salute e dal suo ministro, Beatrice Lorenzin, che se la prende con la  tendenza, presente non solo nel nostro Paese, a “ripensare” al vaccino come forma di prevenzione: “Il ministero attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”, ha infatti affermato in una recente intervista. Ed aggiunge: “E’ ora indispensabile intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

Dello stesso avviso anche il direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia, il dottor Roberto Burioni. Durante un’intervista rilasciata all’Huffingtn Post, infatti, il luminare ha così chiarito il proprio punto di vista professionale ed umano: “Bisogna vaccinare tutti i bambini, perché se li vacciniamo le malattie infettive come il morbillo non circoleranno più e saremo tutti protetti, adulti e bambini.”

Oltre a ciò, il dottor Burioni ci ha tenuto a precisare che il morbillo non è l’unica malattia in grado di minare la salute dei cittadini. Anche la “poliomelite, la meningite, la pertosse, la difterite, emofilo di tipo B. Sono tutte malattie pericolosissime ma possibili da arginare.”

L’ultimo monito è per coloro che, come tanti, hanno deciso di non vaccinare i propri figli: ” In Galles, nel 2012, c’era la stessa usanza italiana di non vaccinarsi. Tutto però è finito quanto il morbillo ha ucciso un ragazzo di 25 anni: la gente allora ha fatto la fila per il vaccino. A mio parere, se la gente non vuole vaccinarsi autonomamente, bisogna introdurre l’obbligo, perché un bambino o un adulto non vaccinato danneggia la società.”

Giuseppe Caretta

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