Brexit, il 29 marzo via ai negoziati con l’UE. Ma la Scozia vuole il referendum per l’indipendenza

Nessun ripensamento. L’Inghilterra va avanti senza indugi: il primo ministro Theresa May ha infatti annunciato la data della Brexit, che è stata già ribattezzata “B-day”.

Un comunicato di Downing street ha infatti annunciato stamane che Theresa May invocherà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, la norma che mette in moto la secessione di uno stato membro dall’Unione Europea aprendo due anni di negoziati per completarla, il prossimo 29 marzo. Se la data verrà confermata – e sembra proprio di sì – la May avrà mantenuto fede alla promessa fatta al popolo britannico lo scorso autunno, quando fissò come scadenza proprio la fine di Marzo.

Come detto, la trattativa andrà avanti per due anni: questo vuol dire che l’Inghilterra uscirà ufficialmente dall’Europa il 29 marzo 2019, a meno che Londra e Bruxelles non decidano congiuntamente di proseguire nei negoziati.

Tuttavia, la “Brexit” non sarà affatto semplice per il governo britannico: la prima insidia viene dalla Scozia, visto che Nicola Sturgeon, premier del governo autonomo di Edimburgo, ha deciso di portare in Parlamento la proposta di referendum per l’indipendenza scozzese dal Regno Unito per metterla ai voti. Nel 2014 vinse il “No” con il 55% dei voti, ma stavolta lo scenario potrebbe essere diverso. Theresa May ha già fatto sapere di non convididere: “Non è il momento” ha detto la premier inglese.

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