Locri, compare scritta mafiosa sul Vescovado: “Più lavoro, meno sbirri” e “Don Ciotti sbirro”

Una scritta inquietante è apparsa sul muro del Vescovado di Locri, proprio in occasione della giornata di ricordo delle vittime delle mafie. “Più lavoro meno sbirri” e “Don Ciotti sbirro”. A meno di 24 ore dall’intervento di Mattarella, il presidente della Repubblica, che ha parlato di quanto sia importante la lotta alla mafia, nella cittadina calabrese compare questa scritta inquietante che incita alla ‘ndrangheta. E non su un muro a caso: quello del vescovado dove risiede il vescovo Francesco Oliva, che in questi giorni ospita

Don Luigi Ciotti, il presidente di Libera, associazione contro le mafie che si occupa di reimpiegare i beni confiscati alla criminalità organizzata italiana.

L’arroganza mafiosa si coglie in ripetuti comportamenti di chi si pone al di sopra della legge. Il mafioso pensa di poter sottoporre tutti alle sue dipendenze. Corrompe toccando vari livelli dell’amministrazione pubblica e trova nella burocrazia un’alleata insuperabile e condiziona molto l’esercizio del ministero sacro: la ‘ndrangheta vuol far sentire il proprio potere in campo religioso” aveva detto ieri in un’intervista il vescovo di Locri.

Ieri Mattarella aveva detto: “I mafiosi non conoscono né pietà né umanità, non hanno alcun senso dell’onore e del coraggio, i sicari colpiscono con viltà persone inermi e disarmate. Sono presente in modo partecipe in questa terra così duramente ferita dalla presenza della criminalità organizzata. Una presenza pervasiva, soffocante, rapace, una presenza che uccide persone, distrugge speranze, semina terrore, ruba il futuro di questa terra”.

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