Torino: arrestati due allenatori, chiedevano sesso ai minori in cambio di un posto in squadra

La Procura di Torino ha concluso un indagine sullo sfruttamento di minori al fine di abuso sessuale che vedeva coinvolti due allenatori delle giovanili e un arbitro. L’indagine era cominciata lo scorso anno quando un ragazzo di 16 anni aveva confessato alla madre il tentativo di approccio sessuale del suo allenatore: tornato sconvolto a casa aveva confessato alla madre che il sabato prima della partita il tecnico lo aveva ospitato a casa e dopo si era infilato nel suo letto chiedendo favori sessuali in cambio di un posto da titolare.

La donna sconcertata da quanto scoperto si è rivolta alla polizia, subito dopo la procura ha aperto un indagine dalla quale si è scoperto che il giovane allenatore non era nuovo a simili pratiche. Il giovane tecnico, appena ventenne, contattava i ragazzi tramite Facebook, diventava loro amico e poi li convinceva ad avere rapporti sessuali con lui in cambio di un posto in squadra e se questo non funzionava offriva loro soldi o ricariche telefoniche. Coinvolto nella deprecabile attività c’era anche un altro allenatore (questo di 50 anni), il quale però si limitava a raccogliere materiale fotografico e video pedopornografico in cambio della location in cui il più giovane dei due abusava dei minori.

Ad approfittare dei giovani che venivano adescati c’era anche un arbitro ed architetto di 49 anni, questo avvicinava i soggetti segnalati al termine delle partite e offriva loro dei massaggi tonificanti o delle lezioni di guida, dove poi si approfittava di loro con approcci sessuali. Le prove raccolte hanno permesso alla procura di chiedere ed ottenere una condanna detentiva per i due allenatori e un arresto domiciliare per l’arbitro. E’ la prima volta che una simile pratica viene scoperta e bloccata dalla polizia, ma sembra che episodi di questo genere facciano parte da tempo del calcio giovanile e che solitamente rimane avvolta dall’omertà che fa parte dell’intero movimento sportivo.

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