Il Cannabis Day si svolge tra polemiche e le ire della Lega

Il 420 Hempfest, di cui il numero è tratto dal mese e dal giorno (4/20) degli anni settanta il quale rappresenta l’appuntamento annuale per celebrare la “cultura della cannabis”, è il primo ed unico Cannabis Day italiano.

L’evento non è iniziato nel migliore dei modi con l’identificazione da parte della polizia di Marco Cappato, politico del gruppo Radicale, dopo la distribuzione di semi ai passanti, dopo aver scatenato l’ira dei genitori del Moige (Movimento Italiano Genitori) cercando di interrompere l’iniziativa al grido di “Giù le mani dai nostri figli, la droga è veleno“.

La distribuzione dei semi in piazza è solamente una provocazione all’assoluto silenzio delle istituzioni competenti per quanto riguarda una legge che regolamenti l’utilizzo della cannabis; mentre è un’accusa diretta alla Regione legata al “rifiuto di prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare regionale sulla cannabis terapeutica.”

Piuttosto tranquillo e tollerante invece Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, che dice: “Va capito lo scopo e come si svolgerà. Certamente non si potranno consumare prodotti non leciti.” e poi alla domanda di un giornalista che chiede se abbia mai fatto uso di cannabis nella sua vita confessa: “Sono stato giovane anch’io. Qualcuno mi ha accusato di strizzare l’occhio agli elettori, ma in realtà credo di essere un uomo con tanti pregi e tantissimi difetti. Non tutti i miei comportamenti saranno condivisibili, ma sono quello che sono.”

Pronta la risposta della Lega che promette: “Contro questa ideologia pro-droga serve maggior impegno da parte delle istituzioni. Per questo motivo, come commissione Sanità regionale, approveremo a breve un progetto di legge per istituire la Giornata regionale per la lotta alla droga“.

Mario Barba

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