Gasdotto Tap, si riaccende la protesta: nella notte spuntano nuove barricate

Riprende la mobilitazione contro il gasdotto Tap in Salento. Dopo il via libera agli espianti, arrivato con la sentenza del Tar del Lazio pubblicata ieri, gli attivisti hanno di nuovo eretto barricare per impedire ai mezzi incaricati di avvicinarsi all’area del cantiere.

Un’azione portata a compimento nel corso della notte, utilizzando pezzi di muretti a secco, bidoni dell’immondizia e- stando a quanto denunciato da Tap- anche pezzi di recinzione del  cantiere stesso. E’ una forma di protesta, questa, che riprende quanto già messo in campo dai manifestanti nei primi giorni di aprile, quando furono erette, per la prima volta dall’avvio della mobilitazione, delle imponenti barricate con le quali si riuscì di fatto ad impedire la normale viabilità delle strade interpoderali che conducevano al cantiere, sito in località San Basilio.

I vigilantes dell’Almaroma, la ditta alla quale è stata assegnata la sicurezza del cantiere, hanno segnalato anche un lancio di pietre all’interno del perimetro controllato, e l’attacco alle recinzioni esterne durante il quale sarebbero state letteralmente smontate le griglie poi utilizzate per le barricate.

Una strategia d’azione ben ponderata, che riesce nell’intento di inibire l’accesso dei mezzi della ditta appaltatrice e delle forze dell’ordine alle zone prospicienti al sito, nel quale restano ancora 43 ulivi: 12 già “zollati”, cioè tolti dalla terra con le radici, e 31 espiantati e sistemati in grandi vasi. Dei 157 ulivi già spostati a fine marzo nella Masseria del Capitano, luogo dove resteranno fino alla fine dei lavori, si è a lungo parlato in questi giorni, quando alcuni addetti ai lavori denunciarono l’evidente stato di sofferenza degli arbusti. In totale, saranno circa 2000 gli ulivi interessati da questo processo di “spostamento” e reimpianto nel luogo d’origine, lungo tutto il tracciato che il gasdotto dovrebbe compiere nel territorio salentino.

Ma i cittadini non ci stanno. Rispondendo alla convocazione lanciata dal Movimento No Tap, circa 350 persone si sono presentate stamani dinanzi alle vie d’accesso del cantiere. La sensazione è quella di una contrapposizione costante, irremovibile, ad un’opera che è mal vista da gran parte del territorio, sindaci compresi, e della cui necessità iniziano ad interrogarsi in molti.

Giuseppe Caretta

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