Venezuela, Cosmo de la Fuente: “Maduro non indietreggia. Prevedo altri scontri”

Nel pieno delle proteste che stanno sconvolgendo il Venezuela di Nicolas Maduro, ormai arrivate al volgere del primo mese, non pare esserci ancora spazio per una soluzione rapida del conflitto scoppiato nel Paese.

A nulla sono valsi gli appelli da parte di Papa Francesco, così come sono caduti nel vuoto quelli sottoscritti da Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay ed Uruguay per la ricerca di “soluzioni negoziate” che possano spegnere il fuoco delle violenze in atto. Ed è proprio la società venezuelana nelle sue molteplici sfaccettature, ad essere coinvolta in una guerra sociale e politica che pare proprio non risparmiare nessuno. Dopo il minuto di silenzio ‘proibito’ messo in campo dai calciatori durante l’ultima giornata di campionato, anche il mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo prendono posizione su quanto sta avvenendo all’interno del Paese.

Cosmo de la Fuente, attore, musicista e poliedrico artista di origini italiane nato a Caracas, e volto assai noto della televisione venezuelana, ha dichiarato direttamente a NewNotizie che “l’aver istituito la Costituente, cancellando tutti i diritti ed il Parlamento, ha dato il via alla guerra sociale.” Nessuna tregua, dunque appare all’orizzonte. Prosegue ancora l’artista: “Per i prossimi giorni prevedo ancora scontri, purtroppo, perchè è ormai guerra aperta contro i giovani che sono gli eroi di questa lotta per la libertà. “Il Venezuela vive il momento più terribile della sua storia- prosegue l’attore-: repressione, denutrizione, scarsità medicine, privazione di libertà di stampa e di parola, torture e detenzioni politiche, delinquenza che ne fa il paese più pericoloso al mondo con circa 35.000 morti violente all’anno. Se sommiamo i morti per denutrizione e quelli che perdono la vita malgrado l’eroico impegno dei medici venezuelani, per mancanza di medicinali e di strutture ospedaliere decenti, questo numero si avvicina paurosamente a quello siriano”. “Siamo arrivati ad un punto di non ritorno- conclude de la Fuente- il regime del dittatore deve cadere.”

Intanto, nel discorso pronunciato ieri davanti ai suoi sostenitori, il presidente Maduro ha rincarato la dose: “Non sto parlando di una Costituente dei partiti o delle élite, intendo dire una Costituente femminista, giovanile, studentesca, una Costituente indigena, ma anzitutto una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia”. Nel Paese, però, gli scontri impazzavano da nord a sud dando alle sue parole una sfumatura velata di grottesco dramma.

Giuseppe Caretta

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