Brasile: si finge morto per evitare il rosso, ma l’arbitro non abbocca

Sin da piccoli si sa che il modo più semplice per sfuggire ad un orso è quello di fingersi morti (il vorace carnivoro dopo avervi odorato solitamente vi lascia andare non amando le carcasse), ma questa tattica funziona anche con gli arbitri? A provare questo stratagemma è stato il portiere del Barcellona Sporting Club, squadra di Guayanil (Ecuador), per evitare una sacrosanta espulsione per un placcaggio da ultimo uomo sull’attaccante avversario lanciato in contropiede.

Il divertente siparietto è avvenuto in Brasile durante una partita della fase a gironi della Copa Libertadores del 3 maggio scorso tra il suddetto Barcellona SC e il Botafogo: gli ecuadoregni erano in vantaggio per due a zero ed i brasiliani stavano cercando di recuperare il punteggio con azioni di ripartenza dalla difesa; verso il finale del secondo tempo i bianconeri azzeccano il contropiede sorprendendo la retroguardia avversaria, spiazzata in seguito ad un corner in loro favore, l’attaccante brasiliano s’invola verso la porta di Maximo Banguera, l’estremo difensore ecuadoregno prova un uscita disperata, ma si accorge di essere stato superato e placca l’avversario.

Consapevole della punizione che lo attendeva, Banguera è rimasto a terra per oltre un minuto fingendosi tramortito, ma l’arbitro non ha abboccato all’amo e lo ha scosso finché non si è mosso per sventolandogli in faccia il meritato cartellino rosso. Grazie all’ingegnoso tentativo del portiere ecuadoregno adesso sappiamo che la tattica del morto non ha effetti sugli arbitri di calcio, ma quanto meno il suo intervento ha salvato il risultato, consegnando al Barcellona SC una storica vittoria in Brasile e risparmiando alla sua squadra un finale di partita caldo.

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