Lamezia, leader di Casapound condannato per maltrattamenti. Il movimento lo espelle, ma per un altro motivo

In molti avranno già sentito parlare di CasaPound, movimento di estrema destra sedicente difensore dei valori della Patria e soprattutto della Famiglia. Uno dei militanti di questa organizzazione politica si è macchiato di un reato che va esattamente all’opposto di tali obiettivi: stiamo parlando del consigliere di opposizione del comune di Lamezia Terme (CZ), Domenico Gianturco, condannato a 1 anno e 4 mesi per maltrattamenti.

Gianturco, leader di Casapound nella regione Calabria, ha ricevuto numerose denunce da parte della ex moglie, che lo accusava di averla ripetutamente picchiata. Accusa che ha trovato conferme nelle indagini della magistratura, che ha ritenuto colpevole il consigliere comunale.

Nel provvedimento, emesso dal Giudice Monocratico del Tribunale di Lamezia Terme, si parla di umiliazioni, denigrazioni e maltrattamenti di natura tanto fisica quanto psicologica.

Gianturco siede tra i banchi del consiglio comunale di Lamezia dal 2015. Il consigliere eletto con Casapound si è fatto notare principalmente per le sue battaglie “a difesa degli italiani”, in particolare per quella contro i rom e le dinamiche volte a favorire la loro integrazione.

Casapound ha deciso di espellere Gianturco, ma per una motivazione differente: pare che il consigliere, in occasione di un bando per la manutenzione del verde, abbia espresso “il suo sostegno ad una cooperativa che lucra sui clandestini”.

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