Scontro tra buchi neri: osservate le onde gravitazionali teorizzate da Einstein

onde gravitazionali

Le teorie di Albert Einstein trovano nuova conferma nell’ultima osservazione effettuata dagli scienziati al lavoro sul Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory. Il rilevatore statunitense Ligo, una particolare coppia di interferometri ubicati ad Hanford, nello stato di Washington e a Livingston in Louisiana, ha osservato infatti, per la terza volta, le onde gravitazionali. Si tratta di una macchina (che comprende anche un terzo interferometro ubicato in provincia di Pisa) attraverso la quale un team di 1200 ricercatori sta cercando da diversi anni a questa parte di ‘catturare’ una infinitesima perturbazione dello spazio provocata proprio dal passaggio di un’onda gravitazionale.

L’osservazione è avvenuta lo scorso 4 gennaio ma solo nelle ultime ore gli esperti del progetto internazionale Ligo-Virgo lo hanno annunciato. Queste particolari ‘increspature’ del tessuto dello spazio-tempo delle quali Einstein aveva ipotizzato l’esistenza nella sua teoria sulla Relatività Generale sono dunque state osservate per la terza volta in soli sedici mesi, come confermato dal portavoce David Shoemaker del Massachusetts Institute of Technology. E anche in questo caso la loro origine è da ricercarsi nello scontro tra due buchi neri, avvenuto a 3 miliardi di anni luce dalla Terra, una distanza superiore a quella delle precedenti osservazioni avvenute nei mesi di settembre e dicembre del 2015, ovvero 1,3 ed 1,4 miliardi di anni luce. Una collisione violentissima, quella tra i buchi neri di 31 e 19 masse solari, che ha portato alla formazione di un nuovo buco nero leggermente inferiore alle 49 masse solari. La massa mancante è quella che ha dato forma all’onda gravitazionale e alla sua relativa osservazione è stato dato il nome in codice GW170104.

Jo van den Brand, nuovo portavoce della collaborazione Virgo ha dichiarato: “con questa  terza scoperta confermiamo l’esistenza di una popolazione di buchi neri di massa superiore alle 20 masse solari, che non era mai stata osservata”. Gianluca Gemme, responsabile di Virgo per l’Istituto nazionale di fisica nucleare, ha invece aggiunto “Ora tutta la collaborazione Virgo sta lavorando con grande intensità per portare il proprio rivelatore a unirsi ai Ligo nell’osservazione di nuovi eventi, migliorando così la capacità di puntamento della rete di interferometri”. Per la terza volta, come ha sottolineato Alessandra Buonanno, principal investigator della collaborazione Ligo “non abbiamo trovato evidenza di dispersione delle onde gravitazionali nel loro viaggio nella struttura dello spazio-tempo”.

Daniele Orlandi

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