Underwater Flatulence: l’arte provocatoria di inquadrare un peto

Si chiama Flautulence in 120 Fps, il progetto che l’artista Micky Zibershtein sta promuovendo in queste settimane tramite i social ed i media di settore.

Un progetto che arriva in Italia attraverso il sito darling.it, il quale lancia un brevissimo teaser di questo progetto sostenendo che, in realtà, esso non sia altro che una breve clip di un lavoro ben più ambizioso che parlerà di liberazione e di censura. Non è dato molto capire il contenuto dell’intero progetto, eppure, al momento, l’unica liberazione della quale innegabilmente ci si accorge, è quella della protagonista di questa sequenza. Una morbidissima fanciulla, immersa in un’azzurra acqua immobile ed illuminata come una scenografia teatrale, i cui lenti movimenti si agganciano con coesione al sottofondo musicale scelto con evidente accortezza. Una lirica, un soprano ispirato che accompagna l’ondeggiare delle anche nude e della pelle rosea. E poi un liberatorio peto, di quelli corposi e virulenti. Un volteggiare di bolle d’aria che immaginiamo essere non propriamente gradevoli come l’immagine riesce pur tuttavia ad essere. Anche qui, in fondo, nell’inganno dell’opera, si annida il seme contorto dell’arte, che non deve aver paura di far beffa dei tabù. Si attende dunque di scoprire il resto, prima di poterne giudicare il valore.

A seguire il video in questione:

Giuseppe Caretta

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