“Farm Cultural Park”, l’ennesimo scandalo tutto siciliano è servito

 

 

 

 

 

 

 

Il centro culturale indipendente “Farm cultural park” si può definire il primo parco turistico culturale completamente realizzato in Sicilia e riconosciuto dall’Unione Europea come  esempio pratico e concreto di rigenerazione urbana. Il progetto, nato dall’idea del notaio Andrea Bartoli, è stato realizzato a Favara. Siamo in provincia di Agrigento e sembrava che l’idea dovesse finalmente portare una ventata di novità nella vita culturale dell’isola. Così, però, è soltanto in parte.

Con la creazione di nuovi posti di lavoro (150 stabili), grazie all’attrazione di nuove energie e talenti e investimenti economici che hanno portato ad investirvi cifre altissime (anche 20 milioni di euro), il centro sembrava aver cambiato il volto della cittadina nel corso dei suoi sette anni di esistenza (dal 2010 in poi). Favara è in breve tempo passato da posto dimenticato da tutti a luogo di attrazione turistica.

Lo scandalo, l’ennesimo tutto siciliano, non si è fatto attendere nemmeno stavolta. Come denunciato sui social dal notaio Bartoli, un dirigente del Comune di Favara non ha rilasciato in tempi accettabili un’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico. L’autorizzazione avrebbe consentito di installare due opere d’arte essenziali per offire al turista ed al cittadino una migliore esperienza culturale nell’ambito del progetto. Il dirigente ha, attraverso la sua ordinanza, espresso la volontà giuridica che vengano ripristinati i luoghi e comminato una sanzione pecuniaria che va da 2000 a 20000 euro.

Di fronte a questo atteggiamento poco costruttivo e collaborativo, Bartoli ha dichiarato che farà di tutto per vedere riconosciute le proprie ragioni e far vincere l’utilità del progetto. Contro i comportamenti da nobiltà ottocentesca di chi si oppone ai miglioramenti che potrebbero avvenire in Sicilia- se solo lo si volesse- per portare acqua solo al proprio orticello, il notaio ha affermato con forza che cercherà di farsi valere ricorrendo agli ordini competenti, dal T.A.R. alla Corte Europea, e che organizzerà raccolte firme e scriverà ai massimi organismi dello Stato.  E Se necessario anche al Papa.

Maria Mento

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