Tutti pazzi per “Sarahah”, l’app dei messaggi anonimi. Ma ci sono dei rischi

Si sta rapidamente diffondendo il fenomeno “Sarahah”, l’applicazione realizzata da un giovane sviluppatore saudita che sta praticamente spopolando in tutto il globo.

Lo scopo dell’applicazione è intuibile già dal suo nome: “Sarahah”, in arabo, significa infatti “franchezza”, e non a caso questa app consente di inviare messaggi in forma anonima senza dare la possibilità al destinatario di replicare, e soprattutto senza essere rintracciati.

Zain al Abidin Tawfiq, 29 anni, ha avuto quest’idea e l’ha realizzata con lo scopo di permettere ai dipendenti delle aziende di mandare messaggi sinceri ai propri datori di lavoro senza per questo essere oggetto di ritorsioni.

La app è sbarcata su Google Store lo scorso 13 giugno: da allora è partito un vero e proprio successone, con l’applicazione scaricatissima in tutti i Paesi, compresi USA, Canada, Australia ma anche la vecchia Europa. Attualmente gli utenti registrati sarebbero circa 14 milioni.

Ma quali sono le insidie dietro “Sarahah”? Senza dubbio la possibilità di cyberbullismo, dato che la app consente di mandare messaggi minacciosi o di odio a chiunque, quindi anche a molti soggetti deboli che magari già subiscono quotidianamente angherie e soprusi. Ecco perchè Tawfiq si sta già operando per rendere “Sarahah” più ‘sicura’: è già possibile, infatti, attivare filtri per parole offensive, bloccare utenti e scegliere il pubblico per i propri messaggi. Basterà?

 

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