Bossi aspetta le lezioni, Casini no

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:07

“Ora lo sapete che cosa succederà vero? Il Pd cercherà a tutti i costi di varare un governo tecnico, ma la verità è che loro hanno paura del voto“. Umberto Bossi si trova ad Alassio circondato da belle donne. Presenzia alla selezione regionale di “Miss Padania”, ma ai cronisti che lo incalzano sulla delicata fase politica non lesina previsioni e commenti.

“Anche Fini ha paura di andare al voto – continua il leader del Carroccio – invece dobbiamo andare presto alle elezioni perché siamo in una palude e dobbiamo uscirne al più presto”.

Per il ministro per le Riforme l’eventuale appuntamento elettorale non potrà che confermare il successo della “premiata ditta” Pdl-Lega: “Andiamo al voto allora – insiste Bossi – e vedrete che cosa deciderà il popolo. Ci sono due persone che prenderanno i voti: Bossi e Berlusconi“.

Sono lontani i giorni in cui il copywriter del “Ce l’ho duro” sparava a zero sul Cavaliere: “Berlusconi è una persona per bene – scandisce il leader delle camicie verdi – Doveva fare chiarezza, lo ha fatto a suo modo e con i suoi tempi ma lo ha fatto. Quando è venuto sotto il palco con il dito e si è sentito dire come mi mandi via? – aggiunge, rispolverando il “fuori onda” tra Berlusconi e Fini in occasione dell’ultimo congresso del Pdl a Roma – io avrei detto esatto, ti mando fuori dalle balle. Ma io – precisa – ho un cattivo carattere”.

E per convincere anche i più riottosi, il capo della Lega rinfresca la promessa di lealtà al partito del premier: “Berlusconi – continua – ha mantenuto la parola con noi anche nei momenti più difficili e noi manteniamo la nostra parola, non spariamo nella schiena a chi è leale con noi”.

Ma se il ministro leghista freme all’idea di veder riconfermata la stima popolare alla prossima tornata elettorale, più tiepida è invece la reazione del centrista Pier Ferdinando Casini di fronte alla possibilità di tornare preventivamente alle urne.

“Cari amici – ha scritto ieri con Lorenzo Cesa in un sms inviato ai parlamentari dell’Udc – abbiamo ottenuto due grandi vittorie: l’elezione di Vietti alla vicepresidenza del Csm e i significativi risultati della nostra opposizione parlamentare. C’è il rischio fortissimo di elezioni anticipate alla ripresa”.

Un avvertimento per preparare i centristi a una fase ancora più faticosa, segnate dalla possibilità di dover dimostrare la “serietà” della proposta alternativa alla maggioranza e all’opposizione. Nell’eventualità di un brusco ritorno alle urne, infatti, gli animatori del cosiddetto “terzo polo” (insieme all’Udc, anche Api, Mpa e forse Fli) non potranno più tentennare o zigzagare tra dichiarazioni ariose. Casini lo sa e per questo ai suoi, prima di consegnarsi agli ozi agostani, scrive: “C’è il rischio” di elezioni anticipate. Niente a che fare con l’opportunità.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.