“Un comunista ministro Ue? Mai!”, e la Polonia oppone il veto a D’Alema

Massimo D'Alema

A chi credeva che la carica di ministro degli Esteri europeo l’Italia la avesse già in tasca, ecco la sorpresa arrivare dal freddo. Quello della Polonia. “Avere un ex comunista come ministro degli Esteri dell’Ue “sarebbe un problema per i Paesi dell’ex Patto di Varsavia”, afferma oggi l’ambasciatore polacco presso la Ue  Jan Tombinski. “Per la carica di Alto rappresentante per la politica estera Ue, istituita dopo il Trattato di Lisbona, sarebbe meglio scegliere una persona dal passato indiscusso, la cui autorità non può essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche”. Dall’Italia è prevedibile che arrivino ben presto contestazioni a queste parole, dal momento che nei nostri confini la notizia della candidatura di D’Alema ha suscitato entusiasmo dall’uno e dall’altro versante degli opposti schieramenti politici. D’Alema attualmente è, in effetti, considerato personaggio attendibile e politicamente di tutto rispetto non solo nelle opinioni della sinistra. Staremo a vedere come verrà commentato e valutato oltralpe l’eventuale problema, vero o fittizio, riguardante la sua candidatura.

(Sandra Korshenrich)

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