Il nemico pubblico questa volta è Johnny Deep

Johnny Deep vestirà i panni di John Dillinger, il gangster americano vissuto nel periodo della grande depressione, nell’ultimo film diretto da Michael Mann.

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Johnny Deep veste i panni della leggenda ma senza fronzoli e romanticismi che spesso vengono attribuiti ad un personaggio come Dillinger.Egli era un gangster del  periodo della depressione, svaligiatore di banche con una lunga lista su cui figuravano evasioni, omicidi e arresti. Ma che si è conquistato il nome di eroe. La gente lo chiamava “Robin Hood” perchè era solito bruciare  i registri su cui erano segnati i debiti della povera gente. L’intero corpo dell’ FBI gli stette alle calgagne per anni, mentre lui, con il suo inseparabile fucile (diventato ormai suo attributo) li teneva in scacco.

Questo personaggio, sempre così preciso e puntuale nelle sue azioni – siano esse rapine o omicidi-  ha ispirato spesso i cineasti a misurarsi con la carica di fascino, e insieme di mistero, che indubbiamente lo caratterizzano. Ne sono usciti fuori ottimi film in cui il gangster viene ritratto con un atteggiamento cavalleresco. Ricordiamo “il Dillinger” di Miluis uscito nel 1973, dove però l’analisi psicologica del personaggio – che appariva un galante e consapevole gangster-  era messa da parte in favore dell’azione scenica che doveva risultare incalzante.Ricordiamo anche l’atmosfera sognante del “Dillinger è morto” di Ferreri.

Nulla di tutto ciò. Il “Robin Hood” con il quale il regista Michael Mann si confronta è un uomo spogliato  della mitizzazione che gli anni gli hanno donato facendolo divenire leggenda. Il lavoro caparbio del regista è quello di riscoprire i fatti, così come erano accaduti, epurandoli da ogni sorta di dieficazione di cui era stato “vittima” Dillinger. Il certosino compito è l’unica strada per un  possibile recupero delle sensazioni quanto più simili  a quelle provate dal protagonista, ma senza cadere nella biografia. L’attenzione è quindi rivolta alla psicologia del criminale.

Johnny Deep in questo trionfa senza dubbio, il suo sguardo altezzoso e un po’ sbruffone dipinge un ritratto credibile e inedito del Dillinger. A fargli da contraltare c’è Christian Bale nel ruolo dell’agente dell’FBI che rivoluzionò tutto il sistema delle indagini. E il tutto da domani nei cinema.

Francesca Sacco

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