Castellitto miglior attore in “Alza la testa”

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A Sergio Castellitto gli ha fatto ottenere il premio come migliore attore a Roma. Ora, nelle nostre sale, sta imperversando e riscuotendo grande successo proprio grazie alla presenza dell’attore più che per il contenuto del film.

Si tratta di “Alza la testa“, di Alessandro Angelini, regista molto attento a ricercare la realtà, che indaga ancora una volta un irrisolto rapporto padre-figlio, un po’ come era avvenuto in “L’aria salata“. Rapporto crudo, violento ma allo stesso tempo intenso e viscerale.

Mero (Sergio Castellitto) è un  operaio per ripiego perchè il suo vero sogno, quello di essere un pugile, non si è mai realizzato. Cerca così, fallito il suo sogno, di insegnare al figlio (l’ esordiente Gabriele Campanelli) a diventare un campione sul ring consacrando a tale scopo la sua intera esistenza. Quando poi il giovane viene, per disgrazia, a mancare Mero perde ogni motivo per continuare a vivere. Così il regista, abilmente, si concentra esclusivamente sul personaggio di Mero, ormai da solo pronto a crescere modificando il suo modo di concepire il mondo.

La metafora della boxe è chiarissima, il contesto duro e violento non fa altro che avere un suo parallelo nel tormentato rapporto padre-figlio ed ogni duello sul ring allude ad uno scontro nel loro relazionarsi.

Personaggio assai intenso quello del padre ma che riesce a sfuggire al rischio della caricature e dell’esasperazione grazie allo stile recitativo di Castellitto, minimo e fluido.

Francesca Sacco

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