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Il Lazio collega le staminali

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Le cellule staminali emopoietiche (quelle del sangue per intenderci) d’ora in poi avranno la loro Rete di coordinamento per i trapianti della Regione Lazio.

Il progetto si chiama ”Rete di Coordinamento Trapianti di Cellule Staminali Emopoietiche della Regione Lazio”.

L’occasione per la presentazione della Rete e dei dati congiunti sul trapianto di midollo osseo nella Leucemia Linfatica Cronica è offerta dal Congresso internazionale ”Nuovi farmaci e trapianto con cellule staminali emopoietiche per la cura delle patologie oncoematologiche dell’anziano” presso l’Aula Brasca del Policlinico Gemelli oggi e domani.

Attualmente l’attività  trapiantologica viene svolta all’interno di strutture, i Centri Trapianto, identificate e accreditate dalle autorità competenti regionali e tutto l’intero Programma Trapianti deve rispondere a determinati requisiti tecnico-organizzativi e di qualità per garantire la massima sicurezza al donatore e al paziente. Data la difficoltà della cosa è ovvio che questa attività debba essere definita e regolata all’interno di un programma terapeutico, che prevede l’azione coordinata di più strutture e figure professionali, che collaborano a stretto contatto.

”Scopo del progetto della rete dei trapianti di cui ci stiamo occupando – spiega Giuseppe Leone, direttore dell’Istituto di Ematologia dell’Università Cattolica di Roma e del Programma Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche del Policlinico Gemelli – è la creazione di un coordinamento dei centri in modo che essi, pur mantenendo la loro autonomia di gestione contribuiscano allo sviluppo di una rete regionale per i trapianti di Cellule Staminali Ematopoietiche che renda omogenei e coerenti i programmi di trapianto. Dobbiamo sviluppare linee comuni di ricerca e migliorare il rapporto con gli utenti. In particolare l’uniformità dei protocolli clinici, lo scambio di informazioni, la condivisione di tecnologie contribuirà al miglioramento dei risultati clinici e allo sviluppo professionale degli operatori”.

Nel solo 2008 la Rete ha già realizzato la bellezza di 256 trapianti di cellule.

Ma il vero obiettivo è la possibilità di collegamento tra le strutture di alta specializzazione tra cui i centri ematologici dei policlinici universitari Umberto I, Gemelli e San Camillo di Roma.

Martina Attanasio