Fed Cup di Tennis: Pennetta travolgente, USA KO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:55
Le azzure festeggiano con il Trofeo conquistato
Le azzure festeggiano con il Trofeo conquistato

L’Italia travolge gli Stati Uniti nella finalissima di Federation Cup, la Coppa Davis al femminile, a Reggio Calabria e mette in bacheca il trofeo che mancava dal 2006.

Era la terza volta in quattro anni che la squadra azzurra giungeva in finale; la prima affermazione dell’Italia contro gli USA in dieci incontri giocati

L’assenza delle Williams nella compagine americana si è fatta sentire; non sono bastate la freschezza e la buona volontà delle statunitensi di fronte alla tecnica, esperienza e la caparbietà delle nostre, che hanno vinto il pericolo della pressione derivante dall’essere considerate le favorite.

La giornata di ieri si era conclusa con un perentorio 2-0; Flavia Pennetta (n.11) e Francesca Schiavone (N.16)  hanno battuto rispettivamente Alexia Glatch, ventenne, (n.132) e Melanie Oudin, 18 anni, (n.49). La Schiavone ha letteralmente avuto una mano dal cielo: nel primo set, sul 4-1 per l’americana, la pioggia ha provocato una sospensione di due ore del match; alla ripresa dopo due ore, il ribaltone: Francesca vince il primo set al tie brack e chiude la pratica con un secco 6-2 nel secondo.

Questa mattina il punto decisivo è arrivato dalla nostra numero 1, che ha battuto la migliore delle statunitensi,  in meno di un’ora e mezza: punteggio 7-5, 6-2. La Oudin, protagonista degli U.S.Open, dove è giunta ai quarti, ha cercato di mettere in difficoltà la brindisina che ha avuto un momento di tentennamento sul 4-1 del primo set, dal quale però ha reagito con decisione, portando l’Italia sul 3-0 e quindi alla conquista matematica del titolo

Vittoria anche per il doppio formato da Sara Errani e Roberta Vinci contro Vania King e Liezel Huber; mentre l’ultimo singolare tra la Schiavone e la Glatch non si è disputato per forfait.

Questa vittoria permetterà all’Italia di scavalcare la Russia nella classifica ITF e di issarsi al numero 1.

Domenica Nolè