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La Suina, il negazionismo e gli allarmismi

tamiflu

Non si tratta di negare l’Olocausto e i milioni di morti causati dai campi di sterminio nazifascisti. Non si tratta di negare l’allunaggio, ipotizzando un lavoro – pure approssimativo – di stampo hollywoodiano. Si tratta di (rin)negare la scienza e il ruolo da essa ricoperta nella vita quotidiana.

E’ l’allarme che emerge in ‘Denialism’ (‘Negazionismo’), libro scritto da Michael Specter (firma del ‘New Yorker’ da oltre dieci anni), portato alla ribalta da un articolo de ‘La Repubblica’. Mi limiterò a citare un passaggio del pezzo di Zampaglione, per farvi cogliere i toni dell’autore del libro e i temi trattati: “Specter, che ora segue per il New Yorker i temi scientifici e tecnologici, passa in rassegna vari casi eclatanti di negazionismo. Molti leaders africani, dice, preferiscono far morire di fame i loro concittadini piuttosto che importare cibi geneticamente modificati. Le grandi aziende farmaceutiche devono difendersi dagli attacchi. Spendiamo di miliardi di dollari in cure “naturali” e supplementi dietetici, senza che ci sia alcuna vera prova che queste cure “magiche” facciano bene alla salute“.

Negare oggi la scienza (e gli allarmi della stessa), significa negare il virus A/H1N1 e l’importanza del vaccino. E’ lo stesso giornalista del ‘New Yorker’ a parlarne, attraverso le righe del proprio blog personale: “Amici miei (e molti altri) hanno espresso timore circa la somministrazione del vaccino ai propri figli, perché il vaccino potrebbe includere timerosal. Thimerosal è un un conservante che uccide i batteri; è stato rimosso dalla maggior parte dei vaccini per bambini anni fa per l’accusa – infondata oggi come allora – che causi autismo. Nel passato decennio, ci sono stati molti studi nel mondo, che hanno coinvolto milioni di bimbi, che ha dimostrato che non c’è alcuna connessione tra le due cose. Non è mai stata trovata nessuna connessione […]. Se il mercurio vi preoccupa, può essere peggio che ce ne sia di più in una scatoletta di tonno che in qualsiasi vaccino. La modica quantità nel vaccino per l’HN1N1 non comporta rischi dimostrabili; l’H1N1 ad ogni modo, ha già ucciso migliaa di persone. Che scelta fate?

Continua così la campagna per mettere in guardia circa il pericolo legato al virus A/H1N1. E’ necessario vaccinarsi, per evitare il rischio di essere colpiti da questo virus che ha iniziato ha fare il giro del mondo dopo essere stato trasmesso per la prima volta da un suino ad un uomo in Messico, nello scorso marzo. Niente nuvole, stavolta, dal paese centroamericano ma un virus capace di scatenare un tam tam mediatico clamoroso.

Già martoriati dalle periodiche aviarie, meningiti e mucche pazze che, nelle passate stagioni, avrebbero dovuto falcidiare l’intera popolazione mondiale, dobbiamo temere ancor di più questa febbre suina. Stavolta l’allarmismo ha sorpassto la canonica soglia standard su cui si assesta l’infortainment e, per il mondo, sta venendo distribuito circa un miliardo di dosi del vaccino. Guai però a pensare che dietro di esse ci siano aziende farmaceutiche pronte a trarne profitto, spartendosi l’allarmato mercato mondiale: nel caso dell’Italia e di parte dell’Europa, in mano alla Novartis (che ha prodotto il salvifico ‘Focetria’ e che ha fatturato 41,5 miliardi di dollari nel 2008. Chissà quest’anno…).

Ci si chiede solo perché vaccinarsi, se è ancora in corso una vera e propria controversia circa la dannosità del vaccino e se le fonti governative italiane hanno sempre teso a sminuire i rischi legati all’influenza e se i dati del ministero della salute (ad oggi) parla di una percentuale di decessi in rapporto ai malati dall’inizio della pandemia dello 0,0032%. Bisogna ascoltare le campane che annunciano distruzione e morte o basterà seguire le indicazioni forniteci da Topo Gigio?

R.D.V.