Difendiamo l’arte: protesta sui fondi

L'attrice Giovanna Mezzogiorno

L'attrice Giovanna Mezzogiorno

Il problema dei finanziamenti pubblici destinati all’arte, al cinema, al teatro porta con sè un grande punto interrogativo. Anzi più di uno. Tanto per iniziare l’entità di tali finanziamenti, nessuno ha la più pallida idea di che cifre si parli. Seconda cosa, poi, è lecito chiedersi  a chi vadano?Durante la cerimonia dei premi De Sica al Quirinale, si parla anche di questo.

Massimo Ranieri ottiene l’applauso generale, a conclusione del  suo discorso, focalizza la sua attenzione  sul fatto che – parla a nome del teatro-  “ad oggi, 9 vovembre, nessuno conosce  l’entità dei finanziamenti“. Idem quando la Mezzogiorno, parlando stavolta del cinema, ha detto la sua sulla questione del denaro pubblico che non viene distribuito in maniera trasparente e comunque non in maniera equilibrata, andando sempre “a favore di chi gode già, anche se per meriti, di una posizione di forza e a detrimento delle nuove generazioni”. Frecciata al ministro Bondi che applaude pensoso, dopo aver  finito il suo discorso in cui, con aria trionfale, aveva annunciato che la promessa del ripristino del fondo per lo spettacolo era stata mantenuta.

Agli interventi degli artisti si è aggiunto quello di Napolitano che, sottoscrivendo in pieno i discorsi fatti da Ranieri e Mezzogiorno, ha ricordato come “cinema,teatro, musica, arte sono parte essenziale dell’immagine dell’Italia all’estero”. Ci rappresentano, per dirla ancora più in breve.La cultura va salvata. La cultura va protetta. E appoggiata.

Francesca Sacco

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