Minzolini al tg delle 20: un flagello, Tangentopoli che tolse l’immunità

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini

Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, durante il suo ultimo notiziario delle 20, si è lasciato andare a considerazioni riguardanti la tanto discussa immunità parlamentare. A difesa di quest’ultima, adduce motivazioni con le quali si può concordare o meno, ma che in ogni caso aprono la via a riflessioni e dibattiti (sicuramente anche a qualche polemica, nei prossimi giorni).

“I padri costituenti inserirono nella Costituzione l’istituto dell’immunità parlamentare. Non lo fecero perché erano dei malandrini ma lo fecero perché quella norma era necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico”.

E ancora: “L’immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare un equilibrio tra i poteri. Non fu quindi un’idea stravagante”.

Senza far poi mancare qualche classica frecciata alla sinistra: “Dell’immunità beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo. Massimo D’Alema e Antonio Di Pietro ne hanno usufruito recentemente (il primo per presunte intercettazioni riguardanti una scalata della Unipol alla Bnl, il secondo per una denuncia di diffamazione a suo carico, n.d.r.)”.

Parla poi di Tangentopoli, in termini un poco dispregiativi, come minimo: è stato in quel periodo che si abolirono certe immunità, scossa di rivoluzionario progresso democratico, secondo molti, ma non secondo il direttore del Tg1, per la quale si trattò infatti solo di una “operazione mediatica che si è trasformata in un atto di sottomissione alla magistratura”.

L’abolizione dell’immunità ha provocato “un vulnus nella Costituzione”, afferma addirittura, senza mezzi termini. Un flagello, insomma. Dove non osarono arrivare i Turchi, arrivò chi tolse in Italia l’immunità parlamentare.

Sandra Korshenrich

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