Il caso Santanchè, ancora polemica

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Tutti sappiamo che lei, ormai da anni, si proclama paladina contro violenza sulle donne e il burqa, ma questa volta ha fatto o meglio detto qualcosa di troppo. Errare è umano, perseverare è diabolico! No?

Torna in tv e torna sulle sue polemiche sollevate dalla lite tv con l’imam Ali Abu Shwaima; Daniela Santanchè durante l’intervista in tv aveva ricordato che una delle mogli di Maometto aveva nove anni, dunque il profeta poteva essere definito un “pedofilo”.
La replica di Ali Abu Shwaima fu la seguente: “Noi vogliamo parlare di cose serie, non delle sue schifezze. Ecco l’ignoranza sua e di tutti quelli come lei, che non hanno altri argomenti per controbattere quel che dico”.

La Santanchè si è giustificata dicendo: “Il mio non era un attacco al profeta, era una provocazione in risposta a una provocazione”.
“Mi riferivo a usanze del ‘500 che oggi sono state bandite. Nel dibattito televisivo è una questione di minuti ed è facile che si dicano delle cose senza contestualizzarle”, continua cercando di calmare le acque.
“Io sono una cattolica per me il crocifisso ha un significato importante e non si può definire un morticino appeso a quattro assi come ha fatto qualcuno”.

Alessandra Battistini

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