Scomparso Levi-Strauss, padre dello strutturalismo

Si è spento sabato scorso a 100 anni, una vita per l’antropologia

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PARIGI – Claude Levi-Strauss, antropologo, psicologo e filosofo francese, è morto nella notte di sabato scorso. Lo ha annunciato un portavoce della Scuola di alti studi di scienze sociali di Parigi.

Il professor Philippe Descola, suo successore alla guida del laboratorio di Antropologia sociale al College de France, ha annunciato che i funerali si sono già svolti a Ligneroller in Cote d’Or, dove Levi-Strauss possedeva una casa. Gli ultimi due anni sono stati difficili per l’insigne studioso soprattutto dopo la rottura dell’osso femorale che lo ha provato molto.Cordoglio unanime in Francia. L’Academie Francaise renderà omaggio al primo etnologo ammesso alla “cupola degli imortali”  e lo stesso Nicolas Sarkozy rende omaggio al “più grande antropologo di tutti i tempi”. Parole di vicinanza e di stima anche da parte dell’ex-presidente Chirac e dal primo ministro Francois Fillon.

Il massimo teorico dello strutturalismo era nato a Bruxelles nel 1908 e il prossimo 28 novembre avrebbe compiuto 101 anni. Laureato in filosofia, diresse i suoi studi verso le scienze umane con particolare riserbo per la sociologia e l’antropologia umana.Egli ha contribuito con la sua utilizzazione del modello della linguistica strutturale nelle indagini sulle strutture della parentela e sui miti, e con le sue teorie generali sul concetto di struttura, alla diffusione di nuove teorie ampiamente accettate e studiate tutt’oggi. Inoltre ha posto accenti fondamentali nello studio dei “popoli primitivi“.

 Tra le sue opere principali: ‘Le strutture elementari della parentela’ (1949), ‘Tristi tropici’ (1955), ‘Antropologia strutturale’ (1958), ‘Il totemismo oggi’ (1962), ‘Il pensiero selvaggio’ (1962, dedicato a Merleau-Ponty).

Giuseppe Greco

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