Benedetto XVI: la Chiesa deve pensare a voi anche all’atto pratico

Città del Vaticano, 13 nov. – Annosapapa-ratzinger

e acerba, la diatriba riguardante il potere spirituale e temporale della Chiesa e delle altre pubbliche istituzioni. A quest’ultimo la Santa Romana Chiesa ha rinunciato ormai da tempo, rifugiandosi in argomenti più importanti di ordine morale, ma non senza una strenua lotta all’ultimo sangue, come sappiamo. Se ne parla di nuovo oggi sotto i lumi propostici da Papa Ratzinger, noto teologo ed insegnante universitario di tali discipline, molto prima di esser salito al soglio pontificio.

“La comunità cristiana non può e non deve restare ai margini della difesa dei diritti umani”, nonostante “non competa alla Chiesa intervenire direttamente nella politica degli Stati”, fa sapere Benedetto XVI oggi, citando nel suo messaggio documenti ecclesiastici di storico peso, come l’Encliclica Caritas in veritate e il Sinodo per l’Africa, in cui è illustrato, tra le altre cose, che l’opera spirituale della Chiesa sul mondo e sull’umanità, pur essendo del tutto libera dalla materialità del potere e dalle altre cose temporali, non possa tuttavia arrivare agli uomini senza tener conto anche delle loro condizioni generali, a tutto tondo.

Resta spiegato così l’intervento della Chiesa nell’opinione pubblica, e nelle principali decisioni sulle sorti delle nazioni, delle popolazioni, delle menti oltre che dello spirito.

Sandra Korshenrich

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