BigMac, premio o minaccia?

guantanamo

Non bastavano le torture. Ora anche i BigMac.

A Guantanamo, l’isola di Cuba famosa per essere luogo di detenzione americano in cui si mettono in atto le peggiori tecniche di torture del mondo, viene allo scoperto un’altra terribile notizia.

Per invogliare i prigionieri a rivelare informazioni utili a sconfiggere i terroristi i comandanti americani proponevano panini e patatine di McDonald’s.

Come premio.

La tecnica è stata rivelata da alcuni dei militari del carcere.

Prima di passare alle maniere forti i detenuti venivano allettati dai panini dell’unico McDonald’s presente in tutta l’isola comunista.

Il fast food venne costruito nel 1986 e da allora ha servito i circa 6mila residenti della caserma, compresi ogni tanto i prigionieri della guerra al terrorismo (oggi sono oltre duecento, ma hanno superato i 700 in alcuni momenti) per incentivarli a parlare.

I detenuti fortunati per i quali sono state fatte cadere le accuse e che risiedono negli edifici di Camp Iguana possono invece ordinare i panini tramite le guardie.

Se come previsto la prigione chiuderà nel 2010 il franchising dovrà spostarsi ma intanto i gestori hanno pubblicato un annuncio per cercare un nuovo commesso.

L’avviso compare sul sito mcvirgina.com dove però non si parla del compenso per il posto di lavoro. “I candidati devono avere esperienza professionale, il passaporto e desiderio di essere trasferiti a Cuba”, si legge nell’offerta che include anche l’esenzione dalle tasse per chi si ferma più di un anno.

 

Martina Attanasio

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