La Corea del Nord minaccia ritorsioni militari. Obama sbarca a Tokio.

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Dopo lo scontro a fuoco di due giorni fa nel Mar Giallo, quando una motovedetta nordcoreana è rimasta, secondo fonti di Seul, gravemente danneggiata, questa mattina intorno alle 6, ora italiana, l’agenzia di stampa Kcna ha fatto sapere che Pyongyang avrebbe comunicato allo stato maggiore sudcoreano di essere pronta a pesanti ritorsioni militari nei suoi confronti.

Il governo comunista non riconosce la linea di confine tracciata dopo la guerra del 1950-53 ed esige che sia spostata più a sud.
Secondo il comunicato giunto a Seul la Corea del Nord vuole ribadire che “vi é una sola frontiera marittima nel Mar Giallo, che abbiamo delineato. Così utilizzeremo tutti i più spietati mezzi militari per proteggere i nostri confini, da questo momento in poi”.
Lo stato maggiore comunista aggiunge ancora che “la Corea del Sud sarà responsabile degli atti finalizzati a minare la riconciliazione, la pace e l’unità. La pagherà cara“.

Un messaggio di sfida che arriva quando, in queste ore il presidente degli Stati Uniti Obama è sbarcato, insieme alla first lady, in Giappone, a Tokio, per cominciare il suo tour asiatico che lo vedrò impegnato a Singapore per un summit della regione Asia-Pacifico.
Il Presidente rimarrà nel continente nove giorni e, dopo una tappa in Cina, avrà un incontro a Seul con i massimi vertici del governo sudcoreano per discutere, oltre che delle tensioni degli ultimi giorni, anche delle ambizioni nucleari di Pyongyang.

Obama aveva duramente condannato, chiedendo pesanti sanzioni anche alle Nazioni Unite, gli esperimenti missilistici (effettuati negli ultimi mesi ad aprile, luglio e ottobre) del governo comunista, che, a suo dire, potrebbero mettere in pericolo non solo il Giappone ma anche le stesse coste orientali degli Stati Uniti.

Mattia Nesti.

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