Battisti in una lettera a Lula: “Ho iniziato lo sciopero della fame”

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La storia di Cesare Battisti e della sua richiesta d’estradizione da parte della giustizia italiana sembra non avere fine. Oggi un nuovo colpo di scena. L’ex terrorista dei Pac ha indirizzato al presidente brasiliano Lula, attraverso la mediazione di un parlamentare, una lettera aperta in cui annuncia di aver iniziato uno sciopero totale della fame. Tutto per cercare di evitare la possibile estradizione dal Brasile verso l’Italia, dove potrebbe attenderlo il carcere a vita. Nella lettera Battisti ribadisce “il suo diritto allo status di rifiugiato politico” perchè il suo trasferimento “equivarrebbe a una condanna“.

La parola a questo punto passa al Tribunale supremo federale, dove mercoledì continuerà il giudizio sulla concessione dell’estradizione. Nell’ultima seduta il Tribunale si era spaccato con quattro voti a favore e tre contrari.

La vicenda ebbe inizio alla fine degli anni ’70 quando Cesare Battisti fu arrestato per banda armata e fuggì prima in Messico e dopo in Francia. Durante la sua permanenza in Sud America fu condannato in contumacia  all’ergastolo per quattro omicidi.  Quando il 30 giugno del 2004 la giustizia francese accordò l’estradizione al governo italiano, Battisti si rifuggiò in Brasile. Da quel momento è cominciato la sua lotta per convincere le autorità brasiliane a non rimandarlo in Italia. “Se torno in Italia mi ammazzo” aveva detto qualche giorno fa. Prima della lettera a Lula.

Annastella Palasciano

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