La finanziaria passa al senato, niente fondi per mezzogiorno e ricerca

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Niente fondi per la Banca del Sud, niente fondi per i ricercatori all’università, non scende l’Irap e cedolare secca sugli affitti. Nonostante le numerose pressioni, nella finanziaria light del ministro Tremonti ci sono pochissime novità, tra cui 100 milioni per la sicurezza e qualche piccola norma. La votazione è passata a Palazzo Madama con 149 si, 122 no e 3 astensioni da parte dell’Mpa. Malumore tra i banchi del Senato.

Che il clima non sia dei migliori, si intuisce fin dalla votazione del ‘pacchetto Baldassarri’ (la manovra aggiuntiva messa a punto dal presidente della commissione Finanze del Senato da 40 miliardi di euro). Una ventina di senatori scelgono di astenersi per protesta e il Governo rischia di essere battuto. Le opposizioni ne approfittano e sia merito che metodo vengono messi sotto torchio. La capogruppo del Pd Anna Finocchiaro sostiene di aver avuto “la conferma che su questioni decisive e di indirizzo della politica economica la maggioranza è spaccata”. E’ quasi come se ci fosse un partito alternativo alla linea economica di Tremonti.

Un “partito” formato da ex senatori di An e che avrebbero appunto scelto l’astensione per inviare un “segnale politico. Piovono critiche sulla scelta di aggiungersi in extremis da parte dei vertici Pdl, Gasparri e Quagliariello. Tocco finale alla protesta. Renato Schifani, presidente del Senato, ha espresso amarezza per lo stop dei fondi nel mezzogiorno. Un no che viene sollecitato dalle opposizioni e imposto dal regolamento che prevede che in Aula si possano affrontare solo le questioni già discusse durante i lavori in commissione.

La stessa sorte potrebbe toccare ai fondi per i ricercatori universitari rimasti fuori dalla Finanziaria. La battaglia proseguirà alla camera.

Giuseppe Greco

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