Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica 100mila in piazza con la CGIL, verso lo sciopero generale.

100mila in piazza con la CGIL, verso lo sciopero generale.

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Ieri pomeriggio hanno sfilato in oltre 100mila a Roma, con partenza a Piazza Esedra e arrivo in Piazza del Popolo, per rispondere all’appello lanciato dalla CGIL a scendere in piazza per una manifestazione che “non voleva essere oceanica ma rappresentativa” della realtà vissuta in questi mesi da milioni di lavoratori e lavoratrici.

Lo striscione posto sul palco, alle spalle del segretario nazionale Epifani che ha concluso la manifestazione con un suo intervento, recitava: “crisi economica: esigiamo risposte!”.

Hanno partecipato numerosi settori del lavoro dipendente (compreso il pubblico impiego), gli operai della FIOM (presenti anche Cremaschi e Rinaldini), i precari, i docenti della scuola e altri settori della Confederazione, fra cui i pensionati.

Presente anche un nutrito spezzone studentesco, formato da studenti medi e universitari, aperto da un enorme striscione che invitava alla “Resistenza contro i padroni”.

In testa al corteo una folta rappresentanza dei precari in lotta del gruppo Eutelia, vittime alcuni giorni fa dell’incursione squadrista di alcuni vigilantes assoldati dall’azienda.

Moltissime le bandiere rosse della CGIL, presenti anche l’Italia dei Valori e il Partito Democratico con Enrico Letta, appena eletto vicesegretario del partito.

Numerose anche le bandiere rosse della Federazione della Sinistra e dei partiti che la compongono, guidate da Paolo Ferrero che in un breve comunicato stampa ha rilanciato l’adesione (portata avanti con Di Pietro) alla manifestazione No Berlusconi Day del 5 Dicembre, cui ha invitato a partecipare tutta la CGIL.

La manifestazione ha, quindi, chiesto con fermezza al Governo di prendere provvedimenti concreti contro la crisi e a favore dei lavoratori che, come ha ricordato Epifani, proprio in questi mesi pagheranno il prezzo maggiore della crisi, anche a causa della chiusura di moltissime aziende e della fine della Cassa Integrazione. Un quadro ancora più preoccupante se si considera che l’associazione dei sindacati europei ha stabilito che nell’eurozona l’apice della disoccupazione si raggiungerà nel 2011.

Epifani ha inoltre ricordato che la CGIL, qualora il Governo scelga di continuare sulla strada tracciata fino ad ora, è pronta a convocare lo sciopero generale.

Sciopero generale che, secondo alcuni, potrebbe quindi finire con il coincidere con la data del 5 dicembre del No-B Day, per dare un carattere veramente di massa all’intera mobilitazione.

Da parte del Governo l’unica reazione si deve al Ministro del Welfare Sacconi che ha bollato lavoratori, precari e studenti come “retaggio del ‘900”. Un modo come un altro per ignorare le richieste messe sul tavolo dal sindacato e dall’opposizione che lotta al fianco dei lavoratori.

Mattia Nesti.