Domenica di fermento in casa Fao: le donne per la fame nel mondo

Isabella Rauti con il marito Gianni Alemanno

Isabella Rauti con il marito Gianni Alemanno

ROMA, domenica 15 novembre – Siamo alla vigilia del vertice della Fao, che avrà inizio domani. La giornata di oggi è dedicata fino a sera ad un incontro tra le mogli dei governanti dei Paesi in via di sviluppo, intitolato “Food security and women’s access to resources”. Al summit, presieduto da Suzanne Sabet, moglie del presidente egiziano Hosni Mubarak, partecipa anche la moglie di Ahmadinejad, ossia Azam Al Sadat Farahi, venuta appositamente dall’Iran senza suo marito, che invece non sarà presente al vertice Fao di domani. Presente anche Isabella Rauti, moglie del sindaco della capitale Gianni Alemanno.

L’idea base dell’incontro delle first ladies è quello di promuovere la partecipazione delle donne all’economia e al credito. Pare infatti che in una famiglia pianificata economicamente dalla donna, i figli abbiano un benessere vitale del 20% più elevato, secondo alcune statistiche. Analogamente, chissà cosa si potrebbe fare a livello mondiale, si è pensato in sede Fao.

Secondo i dati, oggi le donne beneficiano solo del 10% dei crediti erogabili e possiedono il 2% del terreno coltivabile, pur essendo responsabili della metá della produzione mondiale di cibo. Se è vero che l’oculatezza femminile nell’amministrare risorse economiche derivi da una mentalità di fondo meno egoistica, vedremo cosa la Fao riuscirà a combinare, in base a questa innovativa idea di puntare all’anima per arrivare ad interventi pratici.

Sandra Korshenrich

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