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Giustizia, Gasparri “Nel 2006 stessa proposta del Pd che voleva aiutare anche la mafia”

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E’ sempre più scontro tra maggioranza ed opposizione sul Ddl per decurtare i tempi di prescrizione dei processi a 2 anni, oggi è stata la volta delle risposte del Pdl dopo gli attacchi venuti dal Pd nella giornata di ieri, tutto è concentrato su un Disegno di legge firmato da Anna Finocchiaro nel 2006 che secondo il Capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri non sarebbe poi tanto distante da quello proposto da Berlusconi che tanto scalpore sta destando “”Nella sinistra – ha detto Gasparri – c’è molta ipocrisia sulla riforma dei processi. Loro volevano aiutare anche i nipotini di Riina. Il Pd aveva evitato di
escludere mafiosi, stupratori e altri imputati di reati gravi
“. E il ministro Bondi rincara: “Gasparri ha
il merito non solo di aver smascherato l’ipocrisia della sinistra, ma anche di aver rivelato la predisposizione dei suoi esponenti di primo piano, e mi spiace annoverare fra questi anche l’ex pubblico ministero Anna Finocchiaro, di cambiare idea a seconda delle convenienze politiche contingenti

Immediata la risposta della Finocchiaro “Gasparri e Bondi  non sanno leggere e non sanno quello che dicono e, se lo sanno, mentono. Le nostre proposte sono molto diverse da quella del ‘salva-processi’ di Gasparri e Quagliariello. La verità è che sono in evidente difficoltà nei confronti della parte responsabile della loro stessa maggioranza e nei confronti del sentimento diffuso che c’è nel nostro paese. Mi sembrano prove generali di crisi di nervi”

Ma Gasparri non molla la presa e secco commenta “La loro proposta aiutava la mafia, la nostra no

Rapida la risposta del Pd che attraverso le parole di Felice Casson fa sapere “Il 26 luglio 2006 il senatore Massimo Brutti presentò il disegno di legge 878 in materia di prescrizione, sottoscritto anche dagli altri membri dell’allora Ulivo in commissione Giustizia. Quel ddl non può assolutamente essere definito ‘stessa legge targata Pd’ con riferimento al vergognoso disegno sul ‘processo breve’, presentato due giorni fa dal senatore Gasparri e altri“.

Per rendersene conto – spiega Casson- basta leggere il testo di quel ddl, che in sintesi all’articolo 4 prevede che dal momento in cui perviene all’Autorità giudiziaria la notizia di reato al momento della sentenza di primo grado possano decorrere sei anni (non due). E ulteriori due anni possono decorrere fino alla sentenza d’appello. E altri due anni fino alla sentenza di Cassazione. E ancora due anni per l’eventuale sentenza in sede di rinvio disposto, previo annullamento, da parte della Corte di Cassazione”

Simone Meloni