Il ritorno in Prima Linea

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:23

trailer originale La prima linea3 gennaio 1982.

Sergio Segio è a Venezia, dove ha messo insieme un gruppo per attaccare il carcere di Rovigo e far evadere quattro detenute tra le quali Susanna, la donna che ama e con cui ha condiviso idee e scelte politiche.

E’ la trama del nuovo film del bravo Renato de Maria, classe 58’, che 2001 aveva portato sullo schermo i  più famosi personaggi del fumettista Andrea Pazienza nella Bologna degli anni ’70.

Il 20 novembre esce in tutte le sale “La prima linea” con Riccardo Scamarcio (Sergio Segio) Giovanna Mezzogiorno(Susanna Ronconi) ispirato al libro di Sergio Segio “Miccia corta”.

Il film non piace al protagonista Segio appunto. Che dopo averla vista scrive di averla trovata “maccartista”, “addomesticata” e “orfana di padre e madre”, senza riferimenti alla “rottura rivoluzionaria” e al “movimento del ’77”.

Una storia dal tono asciutto che mette in rilievo i volti e i pensieri dei due protagonisti come spiega De Maria “…”Ci siamo tanto documentati abbiamo letto libri, visto La Notte della Repubblica di Sergio Zavoli, incontrato a lungo Segio e la Ronconi. La spiegazione che mi sono dato per le loro azioni è questa: la separazione dal mondo in cui hanno vissuto, dal momento in cui sono entrati in clandestinità”. Come dice a Sergio, sullo schermo, l’amico Piero: “Siete la prima linea di un corteo che non vi segue”.

Qualche giorno va Il Segio ha inviato una email a Repubblica.it ritenendo le parole contenute in un articolo sul film “gratuite e offensive” -“Le posso assicurare, per quel che vale la parola di un personaggio ‘ambiguo’ e ‘pronto a mentire’, che, viceversa, sono sempre stato affezionato a quella parola d’ordine della mia gioventù che assumeva la verità come rivoluzionaria e che ho fatto della coerenza – ahimé, anche in negativo – una mia personale attitudine. Ma al di là del mio soggettivo punto di vista e opinione su me stesso, non mi pare, insomma, che il film, né tantomeno il trailer, legittimino quelle sue considerazioni, che trovo gratuite e un po’ offensive”.

Sul fatto che in Italia non si fanno mai film sul terrosirmo di -destra- l’attrice Mezzogiorno dice: “Essendo il nostro un Paese essenzialmente di destra, la sinistra si sente sempre in dovere di giustificarsi, mentre la destra ha l’arroganza di non farlo”.

Forse  La prima linea rischia di scontentare tutti: i patiti del genere, che ne ricaveranno solo qualche veloce sparatoria urbana e la scarna scena dell’evasione; gli interessati al quadro storico e politico dell’epoca, sfumato fino alla trasparenza; e i reduci di quegli anni, che si troveranno con altro sale sulle ferite o vaghe malinconie senza alcun costrutto.

G.C.

 la prima linea