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Verità sulla nave dei veleni, il Governo dice no

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La vicenda della nave dei veleni affondata nel mediterraneo, emersa dopo le dichiarazioni del boss della ‘ndrangheta Francesco Fonti fa ancora parlare di sè e stavolta ha smosso l’opinione pubblica direttamente contro lo Stato. Il “Quotidiano della Calabria” ha lanciato una raccolta firme tra i cittadini che è già arrivata a quota 28 mila. La petizione chiede chiarezza sulla presenza di rifiuti radioattivi e di altre sostanze nocive sul territorio regionale.

Ma il Governo ha respinto la petizione “liberi dalle scorie“. Lo rende noto il direttore del giornale stesso, Matteo Cosenza, in un articolo in prima pagina. “A Palazzo Chigi – scrive Cosenza – non vogliono neanche acquisire tale documento indipendentemente dalla volontà, tutta da verificare, di dare corso alle richieste in esso contenute”.

A comunicare la decisione dell’esecutivo è stat il sottosegretariato alla presidenza del Consiglio. Il Governo motiva il no a causa del già avvenuto ritrovamento del relitto del “Catania” al largo di Cetraro. Ma il relitto nella fattispecie era solo uno dei punti della richiesta dei cittadini calabresi. Nella petizione si chiedeva tra l’altro la verifica del contenuto della stiva del relitto di Cetraro, della presenza di altre navi perdere nel Mediterraneo, di radionuclidi artificiali nel territorio di Serra d’Aiello e Aiello Calabro.

Insomma, si chiede solo di sapere la verità, per la sicurezza personale e del territorio. Un “no secco e imbarazzato” lascia perplessi e delusi sia i 28mila che hanno firmato, sia tutta l’area geografica circostante Cetraro.

Giuseppe Greco