Al vertice Fao si richiedono interventi concreti. Posizioni dure da più parti

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Ancora molto confusi e controversi i piani per contrastare la fame nel mondo, in sede Fao durante il vertice di oggi. Si chiede da più parti di andare oltre le parole, e forse anche oltre i gesti ed i sacrifici onorifici, come lo sciopero volontario della fame per solidarietà, cui partecipa, tra gli altri il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il leader rivoluzionario della Libia Muammar Gheddafi ha parlato, riguardo i Paesi industrializzati, di ipocrisia, frode, contraddizione e sfruttamento indebito delle risorse dell’Africa e dell’Asia. “Ora ci devono ricompensare”, ha concluso perentorio, “non chiediamo un elemosina, ma rivendichiamo un nostro diritto”.

Anche Papa Ratzinger lancia un monito di indiscutibile realismo. Il numero delle persone che soffrono la fame è sempre drammaticamente in crescita, nonostante, secondo lui, la terra sia materialmente in grado di “nutrire a sufficienza tutti i suoi abitanti”. Dunque non vi è “alcuna relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione mondiale e la fame”, che invece è da imputarsi ad altri fattori, quali “l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione di disponibilità economiche delle popolazioni più povere e il limitato accesso al cibo”, condizione in cui si continuano a lasciare gli Stati più poveri.

Sandra Korshenrich

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