Bersani risponde a Fini e Casini.

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Nel pomeriggio Fini ha nuovamente aperto all’opposizione, mantenendosi al suo copione di presidente “super partes”, rilasciando un intervista, ripresa da numerose agenzie, in cui ha spiegato che “Le istituzioni sono di ogni italiano e sarebbe certamente un momento difficile per il nostro Paese quello in cui dovesse affermarsi il principio che, in una democrazia dell’alternanza, ogni maggioranza modifica a proprio piacimento quelle che sono le regole del vivere civile”.

Una linea morbida che si coniuga benissimo con l’atteggiamento dell’opposizione dell’Udc di Casini che, dopo aver visto la scorsa settimana Berlusconi in un incontro di riappacificazione, ieri ha aperto la porta ad un nuovo Lodo Alfano, rivisto al fine di renderlo “costituzionale”, pur definendo una “porcheria” la riforma dei processi che il suo partito “non voterà mai”.

Ma se i centristi sembrano disposti ad aprire un confronto accondiscendente con il Governo lo stesso non si può dire del Partito Democratico.

Bersani, dopo essersi rivolto a Casini bollando come “impossibile” l’idea del leader centrista, ha chiarito che il suo partito è disponibile, come auspicato da Fini, a confrontarsi con il Governo sul tema della giustizia ma che “Siamo sempre sui problemi suoi, e mai sui nostri. Le disposizioni sul processo breve devono sparire dal tavolo per ipotizzare un dialogo sulla giustizia”.

Una posizione che sposta inevitabilmente il PD su una posizione di netto contrasto nei confronti dell’esecutivo e avvicina il partito all’IDV e alla Federazione della Sinistra che hanno confermato la massiccia presenza alla manifestazione del 5 dicembre, il “No Berlusconi Day”, che chiederà le dimissioni del premier per avviare un percorso che risolva i problemi “dell’emergenza sociale, legata alla crisi economica e ai licenziamenti, e dell’emergenza democratica del Paese”.

Bersani ha comunque smentito la possibile partecipazione del Partito Democratico al No-B. Day.

E’ un dato di fatto, però, che una larga fetta del “popolo delle primarie” scenderà in piazza per questo appuntamento e che una parte del partito, guidata da Penati, ha chiesto al neo-segretario di rivedere questa decisione.

Mattia Nesti.

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