Malata di Sla rifiuta tracheotomia

rianimazione

A Bari una donna di 60 anni, affetta da Sla (la sclerosi laterale amiotrofica) preferisce morire piuttosto che subire una tracheotomia.

Ha trascorso gli ultimi 15 anni nel letto di una casa di cura, già affetta dalla progressiva malattia.

Ora si è aggravata, è ricoverata nel reparto rianimazione dell’ospedale Perrini di Brindisi e per le sue condizioni i medici le hanno detto che deve essere sottoposta velocemente ad una tracheotomia.

Per poter respirare, per continuare a “vivere”.

 Ma lei ha deciso. Ha deciso di non farla. Ed i familiari appoggiano la sua decisione chiedendo ai medici di non fare nulla che lei stessa non voglia.

 La famiglia ha anche nominato un medico legale perché le volontà della donna siano seguite.

Senza la tracheotomia, però, la sessantenne è destinata a morte certa. Con la tracheotomia, intervento irreversibile perché irreversibile è la sla che non la fa più respirare da sola, la donna potrebbe vivere anche anni.

Con il progressivo avanzare del male però.

E da qui l’ampio dilemma.

 

Martina Attanasio

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