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Tornano le BR e si riaffaccia il pericolo lotta armata

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Dopo che già lo scorso venerdì alle redazioni bolognesi di vari quotidiani è giunto un messaggio cartaceo cui, forse, non si è badato più di tanto, oggi arriva un nuovo biglietto associato dagli inquirenti al primo. Questa volta è pervenuto in quattro sedi dell’informazione di Milano: alla redazione dell’Unità, a quella del Giornale, alla sede Rai e Mediaset.

Si pensa che il gruppo autore della lettera si rifaccia alle Brigate Rosse. Scrive così: “E’ venuto il momento di affiancare alla lotta nella società, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei quartieri, una lotta di avanguardie armate. Alla violenza quotidiana dei poteri forti occorre rispondere con la violenza dei fatti”.

Secondo il messaggio, l’organizzazione si ripropone di “organizzare subito ristretti gruppi di difesa contro gli abusi del regime. (…) Bisogna partire dai piccoli gruppi per azioni di propaganda armata contro i fascisti, i razzisti, i corrotti e gli sfruttatori”.

La protesta, in generale, è volta al fatto che, secondo il gruppo sovversivo, “l’evoluzione storico politica ha consegnato il governo dell’Italia alla destra e al nuovo centro democristiano (Partito democratico), appoggiati da Confindustria e dai poteri forti”.

La lotta armata è spiegata nella lettera dal fatto che, secondo gli autori, il Paese è in mano alle armi, sia militari che mediatiche, e bisogna apprestarsi a combattere questi metodi con gli stessi sistemi.

La Procura di Bologna ha aperto l’inchiesta sull’associazione, che dichiara in calce al messaggio di trovarsi in cinque nuclei diversi, presenti a Milano, Torino, Bergamo, Lecco e Bologna. Oltre la Procura, è all’opera la Digos, che investiga sulla provenienza materiale del documento recapitato. Molto preoccupato si era dichiarato già sabato il ministro dell’interno Roberto Maroni, dopo il primo messaggio a Bologna.

Sandra Korshenrich