Home Cultura Il turismo non dovrebbe essere il nostro cibo italiano?

Il turismo non dovrebbe essere il nostro cibo italiano?

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A quanto pare, l’Italia ha deciso che investire nella cultura non sia poi così importante e necessario. Lo scorso anno il turismo ha fatto registrare un misero 2.6% sul Pil nazionale, lasciando perplessi molti che guardano alla Spagna o alla Germania come modello di riferimento pur non possedendo tutto il nostro patrimonio artistico. Monumenti abbandonati alle intemperie, non organizzati per soddisfare le esigenze del turista medio. Come si può notare a Roma, dove chi gestisce chioschi o banchi è abusivo, non sono stati ancora emessi bandi di rinnovo concessioni per caffetterie o altri esercizi commerciali. A Tivoli non esiste alcuna sorta di copertura per potersi rinfrancare da una lunga escursione a Villa Adriana. E nel resto del paese le cose non cambiano, gli scenari sotto tutti più o meno simili, nonostante l’impegno promesso dal ministro ai beni culturali Bondi. Suscitano perplessità le decisioni di gestione per il rilancio dei monumenti italiani, come l’incarico a Resca, ex direttore del Mc Donald’s italia, atto a rimodernare e rivalutare l’offerta verso i turisti stranieri. E, intanto, continuiamo a guardare, con invidia, la capacità di “vendere” i propri beni nazionali degli altri paesi Europei. Sarà arrivato il momento di credere, effettivamente, che il turismo può essere in grado di risollevare la crisi tanto denunciata negli anni passati, in particolare nel 2009?

D’Ascani Federica