Studenti in piazza, in Italia e in Europa.

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Trentasei anni fa, fra il 14 e il 17 Novembre, gli studenti del Politecnico di Atene misero in atto una grande protesta di massa, repressa con le armi dall’esercito, contro Papadopoulos e il regime dei colonelli, che subì un colpo fatale per la sua stessa sopravvivenza. Per ricordare quei ragazzi, protagonisti di quelle lotte, il 17 Novembre è stato dichiarato “Giornata Mondiale dei diritti dello studente“.

Studenti che, oggi, sono tornati in piazza in tutta Italia, con manifestazioni in decine di città, fra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Bari, Napoli…, organizzate dagli studenti medi e universitari. Al centro della mobilitazione la battaglia contro le riforme ideate dalla Gelmini e il Ddl Aprea che, a partire dal prossimo anno, scatenerà una serie drammatica di tagli sull’istruzione pubblica aprendo contemporaneamente all’entrata di capitali privati nel “consiglio d’amministrazione” di istituti pubblici, e contro le inefficienti politiche del Governo che avrebbero dovuto difendere il Paese e il futuro dei giovani dagli effetti della crisi economica dell’intero sistema.

A Torino gli studenti, dopo un corteo per le vie del centro, hanno occupato il Rettorato dell’Università. A Milano gli studenti, in solidarietà con il Liceo civico serale Gandhi che il comune vorrebbe chiudere, si sono ritrovati senza autorizzazione a Largo Cairoli dove ci sono stati momenti di tensione con la Polizia.
A Firenze alcune migliaia di manifestanti hanno dato vita ad un corteo non autorizzato che ha bloccato il traffico della città per poi andare ad occupare la stazione principale di Santa Maria Novella.
A Roma il corteo degli studenti, che ha annunciato la prossima occupazione di diverse scuole della capitale, ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell’Eutelia che sono scesi oggi in piazza.

Hanno espresso il loro appoggio agli studenti in lotta, la Rete dei Precari, la CGIL, i sindacati di base e la Federazione della Sinistra.
Proprio la Rete dei Precari, dopo il corteo del 3 ottobre, ha annunciato una nuova giornata di mobilitazione per l’11 dicembre, cui ha immediatamente risposto la FLC-Cgil che oggi dovrebbe indire per la stessa giornata lo sciopero generale di tutti i settori della scuola e della conoscenza.

Mobilitazioni studentesche protagoniste anche nel resto d’Europa.
In Grecia iniziano con la giornata di oggi le “settimane calde” che condurranno al 5 dicembre, primo anniversario dell’omicidio della Polizia greca del giovane Alexis, che scatenò un’ondata di manifestazioni e attentati in tutto il Paese.
Il Governo ha mobilitato quasi 10mila agenti, mentre gli studenti e i lavoratori hanno annunciato, con il sostegno del partito della Sinistra e del KKE (Partito Comunista), imponenti mobilitazioni e occupazioni di scuole e Università, per chiedere al nuovo governo socialista guidato dal Pasok, di intervenire con una riforma radicale del sistema economico del Paese, difendendo studenti e lavoratori dalla crisi. Proprio in questi giorni il Tribunale ateniese ha minacciato ritorsioni contro i lavoratori del Porto del Pireo che stanno portando avanti uno sciopero a oltranza.

Segnali di lotta giungono anche dalla Germania, dove oltre cinquanta università sono state occupate, per iniziare una lotta contro i “baroni” e chiedere maggiore meritocrazia e, soprattutto, maggiori investimenti nella scuola pubblica che vive una drammatica carenza di personale e strutture.
Gli studenti tedeschi hanno anche invitato, con un comunicato dell’associazione studentesca Fzs, tutti gli studenti europei, Francia e Italia in testa, a seguirli in questa loro radicale forma di protesta.

Mattia Nesti.

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