220mila firme: Roberto Saviano non è solo!

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Pare che l’appello lanciato da Roberto Saviano stia ottenendo molto successo soprattutto nel mondo dello spettacolo: gli ultimi ad aver aderito con un sì, sono stati lo scrittore Andrea Camilleri, gli attori Valerio Mastandrea, Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia, Toni Servillo, il regista Giuliano Montaldo e il cantante Samuele Bersani. In politica invece arriva l’adesione del governatore del Piemonte e dei Verdi, che vogliono anche ricordare il rischio di far saltare i processi per reati ambientali con l’entrata delle nuove norme.
Per chi non ricordasse l’appello di Saviano, eccovi accontentati immediatamente.

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO

Alessandra Battistini

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