Aeroporto Leonardo da Vinci nel caos, ma nessuno ne parla

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Eas che diventa Cai, Alitalia Cargo che viene spostata e sostituita da Alha, voli AZ cancellati per giornate intere e personale ridotto in tutto l’aeroporto di Fiumicino. Nessun quotidiano nazionale ha parlato di questo stato di agitazione reiterato, e non ci si spiega il motivo. Finché si è trattato delle cordate ci si è preoccupati delle sorti lavorative degli operai,  delle hostess legate in piazza o dei comandanti in cassa integrazione. Ora non si legge o ascolta nessuna parola in merito. E invece da parlare, riguardo alla situazione tragica in cui versa la nostra compagnia di bandiera, ce ne sarebbe… Eccome! Nella giornata del 16 novembre i passeggeri che dovevano partire con i voli nazionali, e non, hanno scoperto come i disagi siano forti e ancora vivi nell’aeroporto romano. Gli operai dell’Eas, ora diventati Cai, hanno scioperato, ritirandosi in assemblea, per tutto il giorno. Solo quattro agenti rampe erano presenti in tutto l’aeroporto e nessuno ai check in. Risultato: voli cancellati e ipotesi di embargo per lo scalo di Fiumicino. Perché? Perché gli operai sono Cai, ma non ne hanno idea. Nessuno si è preoccupato di presentare i nuovi contratti agli impiegati, preservandosi il diritto, però, di ridurre gli stipendi per politiche aziendali.

Non è giunto, forse, il momento di ricominciare a parlare della nostra compagnia aerea di bandiera? Gli unici, in tutta Europa, a non preoccuparsi seriamente di una risorsa che potrebbe davvero risollevare le sorti del paese siamo noi italiani. Ma non eravamo patriottici? E tutte le polemiche sono cadute con il passare del tempo, parlando del Grande Fratello, di X Factor o delle cene a casa del Premier?

Ci sono operai che rivendicano il diritto di lavoro onesto, gente a pochi anni dalla pensione che si vede mettere in cassa integrazione per far spazio a giovani che costano poco all’azienda grazie a contratti da fantascienza. E’ ora di denunciare la realtà per come è.

D’Ascani Federica

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