Ora i problemi del caso Battisti son tutti di Lula

Il presidente Luiz Inacio Lula Da Silva

Il presidente Luiz Inacio Lula Da Silva

I giudici del Supremo Tribunal Federal (S.T.F.), dopo aver deciso in favore dell’estradizione in Italia di Cesare Battisti, si sono riuniti nuovamente per l’ultimo dettaglio. Se, cioè, considerare la firma del presidente Lula un atto dovuto, o solo discrezionale.

Alla fine, hanno optato per il non obbligo costituzionale da parte di Lula, in questo caso, ad apporre la sua firma sul verdetto.

Nelle mani del presidente, dunque, è ora la tanto implorata possibilità di accogliere la richiesta personale che gli è stata rivolta da Cesare Battisti, via lettera, e “via digiuno“, cosa su cui Lula ha già mostrato qualche sensibilità, consigliando fortemente a Battisti di mangiare.

Nel frattempo, di qua dall’Oceano, in Italia, le associazioni di consumatori si preparano a non far comprare prodotti brasiliani, altre associazioni stanno tranquille ma pronte ad apprestarsi a qualsiasi protesta ove necessario, il pubblico attende, i politici si dicono sicuri della civiltà e dell’amicizia del bellissimo Paese sudamericano, tutti guardano al presidente Lula in attesa della fase finale del caso.

Ed eccolo incalzare anche dall’avvocato di Cesare Battisti, che sembra molto sicuro del fatto suo, e per nulla intimorito dalla sentenza. “Porteremo a Lula gli elementi che dimostrano che la decisione giusta è quella del rispetto dei diritti umani, quella di non consegnare Battisti all’ Italia”, ha detto ai giornalisti dell’Ansa l’avvocato Luis Roberto Barroso. ” Ha precisato che intende farlo con “argomenti giuridici, non di pressione politica’‘, i quali sarebbero per intero dalla loro parte.

Chissà che epilogo ci potremmo aspettare da questa storia all’apparenza quasi conclusa.

Sandra Korshenrich

Notizie Correlate

Commenta