La Gelmini a Torino, contestazioni e polemiche

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Dopo il corteo di martedì con oltre 15mila studenti in corteo, la giornata della visita del Ministro Gelmini a Torino si è aperta con l’occupazione, da parte di un centinaio di studenti medi e universitari, della sede locale del Miur, la nuova sigla che indica il Ministero dell’Istruzione.

Successivamente gli studenti, cresciuti di numero, hanno abbandonato le stanze della Sede per dirigersi presso la sede regionale del Popolo della Libertà, chiedendo di entrare per confrontarsi con la Gelmini, che, nel frattempo, stava incontrando alcuni esponenti del partito.

Gli studenti si sono fronteggiati, senza particolari incidenti, con le forze di polizie schierate a difesa della struttura.

Successivamente il Ministro ha “incontrato in forma privata” i familiari di Vito Scafidi, il 17enne morto lo scorso anno a causa del crollo del controsoffitto del Liceo Scientifico Darwin di Rivoli.

Sabato scorso Paola Scafidi, sorella di Vito, aveva scritto una lettera (posta sulla lapide che ricorda il ragazzo) per denunciare che “Oggi, molto probabilmente, qualcuno verrà a portarti dei fiori. Lo faranno solamente perchè per l’ennesima volta troveranno telecamere e giornalisti. Poi si dimenticheranno di nuovo di te e della tua storia, tirandola fuori solo per comodità […] Indosseranno di nuovo la maschera del dolore e mi accuseranno di essere ostile nei loro confronti. Ostile nei confronti di tanta ipocrisia“.

La Gelmini ha promesso “2 milioni di euro” per la messa in sicurezza dell’edificio.
I ragazzi del Darwin possono stare tranquilli, dopo la morte di uno di loro studieranno in strutture all’avanguardia.

Possono continuare a preoccuparsi per la loro incolumità e per la qualità dell’insegnamento che ricevono i restanti milioni di studenti e studentesse.

Mattia Nesti

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